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domenica 19 gennaio 2014

Possiamo essere eroi, anche solo per un giorno


Vi Cercavo.
Sempre. 
Ogni volta da sopra o sotto il palco, io vi cercavo e ...
Voi c’eravate. Sì ! Sempre. Ogni volta.
Eravate lì per cantare, urlare, saltare, imprecare, sfogare, piangere, ridere, danzare, impazzire, vivere, morire, rinasc
ere... 
Insieme.

Forse anche per capire quand’è che non ci si sente più soli.

Eravamo lì ! Per vivere insieme una delle esperienze più belle di questo mondo : LA MUSICA.
Sì. Ce la mettevamo tutta, sempre. 
10 o 10.000 persone..
Che fosse uno stadio o l’ultima piazza di paese...

Sì. Lo sapevate che avremmo suonato e cantato come se fosse stato l’ultimo stramaledetto concerto su questa terra.
In ognuna di quelle notti, noi eravamo pronti. 
Sì. “IO” lo ricordo bene.
Pronti a Vivere, Pronti a Morire.

La musica ci avrebbe preso e ci avrebbe fatto sanguinare emozioni fino a cadere sazia, grazie a quello che ci aveva dato o rubato, strappato o vinto... Sì. Senza riserve.
A chi suonava e a chi ascoltava.

Grazie. 

Grazie di ogni foto, video, intervista, post, pensiero che mi continuate a dedicare, nonostante il mio silenzio ( musicale ) da ormai 7 anni a questa parte .

Tutto qui. 
Pronti a Vivere, Pronti a Morire.
Per ogni emozione che ci fa sentire vivi e liberi. 
Per Sempre o per un solo giorno. 

Vi abbraccio forte.
Questo è per Voi.

Con queste parole semplici ma toccanti, che immagino sempre pronunciate dalla sua suadente ed ipnotica voce, Gianluigi Cavallo, in arte Cabo, voce e chitarra dei Litfiba dal 2000 al 2006, ha rotto un silenzio troppo lungo, durato sette anni!
Parole di ringraziamento verso chi l’ha sostenuto durante l’avventura Litfiba e dopo, ringraziandolo per le emozioni che ha dato, per l’energia che ha sprigionato attraverso la sua musica, i suoi testi, le sue performance live. E verso chi ha fatto di tutto per realizzare un sogno (non si sa quanto lungo): tornare a riascoltare la sua voce.
L’8 Gennaio 2014, giorno del compleanno di David Bowie,  su Youtube è apparso un videoclip di Heroes, vecchio cavallo di battaglia del Duca Bianco.


Una Heroes reinterpreta proprio da Gianluigi Cavallo, accompagnato da validi musicisti, prima che fans (Daniele Secondi e Giuseppe Intorre alle chitarre, Nunzio Bisogno alle tastiere,  Riccardo Rossi al basso).
Una sorpresa che con foga dirompente ha invaso i social network riempiendo di gioia e lacrime di commozione gli occhi dei tanti appassionati che non avevano mai perso la speranza nel ritorno di una delle migliori voci che il rock italiano abbia mai avuto!!!
Il video, diretto da Francesco Bravi, vede la partecipazione straordinaria di tanti fans che, tramite il tam tam internettiano, hanno girato un piccolo spezzone in cui cantano la frase simbolo del pezzo (We could be heroes).

Heroes dimostra quanto la passione, la caparbietà, l’amicizia possano essere il motore per costruire qualcosa di unico e all’apparenza impossibile. Che abbatta le barriere dei preconcetti, del sistema del music business.
Un progetto che sa di pioneristico, che ha il sapore del rock & roll duro e puro, quello che se ne frega delle logiche commerciali, delle classifiche di vendita, dei finti abiti alternativi che sull’etichetta portano le griffe delle migliori case di moda… insomma di tutto quello che ha portato la musica in coma!!!

Adesso la domanda che si pongono tutti è questa: questo ritorno rappresenta qualcosa di più o è solo un regalo in ricordo di ciò che è stato?
Risposte al momento non ce ne sono. Cabo oggi è l’amministratore delegato della VirtualCom, una delle più importanti e innovative software house del mondo. Difficile ipotizzare un suo ritorno a tempo pieno nel campo della musica.

Ma questo blog si chiama “Lasciate spazio ai sognatori…” e sognare non costa nulla.
Tanto più che una piccola fiammella è alimentata dalla nascita della pagina ufficiale facebook.
Insomma chi vivrà, vedrà.
Però ne approfitto per lanciare un appello pubblico al grande Cabo.
Caro Gianluigi, io sono una persona molto golosa e quando mi siedo a tavola, non ho nessuna intenzione di fermarmi all’antipasto, sei avvisato ehehehehehehehehehehe.

sabato 19 ottobre 2013

Diamo i numeri... (per le offese ho le spalle larghe)


Volevo parlare del primo numero di "Orfani" ma l'attualità (diciamo così) mi "costringe" a rimandare il mio commento sulla nuova miniserie della Bonelli.

Il 17 Ottobre 2013 ho pubblicato questo post http://lasciatespazioaisognatori.blogspot.it/2013/10/litfiba-addio-di-nuovo-no-non-credo-ma.html che, a quanto pare ha scatenato una serie di polemiche, anzi a voler usare del cabarettismo spicciolo potrei dire che ha scatenato "mille uragani".

Dato che sono stato offeso da qualcuno, volevo difendermi da queste offese (non dico rimandare al mittente perché sono un signore).

Chi mastica dell' "internetto" (come direbbe Doc Manhattan) sa, o dovrebbe sapere (meglio usare il condizionale) che un blog non è una testata giornalistica bensì una sorta di diario dove il blogger scrive quello che gli pare e piace su ogni sorta di argomento.
Sono convinto di aver scritto un post innocuo, solo ed esclusivamente un mio pensiero nato da mie considerazioni. Ciò che ho scritto non corrisponde a nessuna verità assoluta. Quella la lascio ai comunicati ufficiali. 
Mi ha meravigliato che un post di un blog di un tizio qualunque (come ce ne sono a centinaia su internet) abbia scatenato una tale incazzatura.
Non credevo di essere così importante, il mio ego smisurato ringrazia :D.

Non sono ne un critico musicale ne un critico fumettistico. Sono un semplice appassionato di entrambe le forme di espressione artistica, al quale piace condividere opinioni sulle proprie passioni.
Ho collaborato dal 2009 al 2012 per il portale Mag Music, scrivendo recensioni, articoli e intervistando vari esponenti della scena rock indipendente italiana con ottimi feedback da parte dei lettori e ricevendo sempre i complimenti dal mio referente, che è tutt'oggi un mio caro amico dopo la mia decisione di non collaborare più al sito per mancanza di tempo.
Stesso motivo per il quale ho dovuto, con sommo dispiacere, rifiutare la proposta di collaborazione arrivatami da due importantissimi portali fumettistici italiani (che non cito per serietà).
Frequento 12 forum usando lo stesso nickname, esternando sempre la mia opinione con garbo ed educazione, senza aver mai ricevuto richiami o ban.
Un comportamento che nel 2010 mi è valsa la nomina di advisor (una sorta di aiuto moderatore) proprio nel forum ufficiale del fun club dei Litfiba, carica che ho ricoperto fino a pochi mesi fa prima della messa off line del forum (della quale non ho ricevuto nessuna comunicazione ne motivazione, pur essendo parte dello staff).

Ho aperto un blog in modo tale da poter continuare a fare ciò che mi piaceva, gestendolo con i miei tempi.
Un blog che è on line da Dicembre 2012 con un discreto successo, considerato che non sono un personaggio pubblico.
Qualche numero?
Al momento conto 4.849 visualizzazioni (dal conteggio sono esclusi i miei accessi, ovviamente).
Il podio dei post più letti vede:
Intervista a Bruno Enna (sceneggiatore per la Disney e per la Sergio Bonelli Editore) 316 visualizzazioni
Intervista a Diego Cajelli (sceneggiatore per la Sergio Bonelli Editore ed Editoriale Aurea) 294 visualizzazioni
Intervista Sergio Giardo (disegnatore e copertinista per la Sergio Bonelli Editore) 196 visualizzazioni.
Pertanto non credo mi si possa accusare di essere un cacciatore di pubblicità.
(Per la cronaca il post incriminato conta 98 visualizzazioni).

Per il resto delle accuse ricevute ho le spalle larghe e mi scivolano addosso. Per fortuna stavolta hanno riguardato solo ed esclusivamente me, senza tirare in ballo accuse infamanti verso la mia famiglia. Lì mi sarei incazzato, e non di poco.

Nel frattempo, dopo le dichiarazioni pompose di Piero Pelù è partito l'air play del singolo "Mille Uragani".

"Mille uragani è una song molto particolare che musicalmente mi evoca qualcosa della pre new wave bowiana berlinese ma che poi sconfina in parti quasi dark metal e hard southern rock"

http://www.youtube.com/watch?v=KTO47OFo5o8

Evito commenti per non scatenare ulteriori polemiche. Sarei solo curioso di sapere quali dischi di David Bowie o di genere Dark Metal il buon Piero ha ascoltato e/o possiede.

Vorrei chiudere dicendo che un personaggio pubblico deve mettere in conto che, in quanto tale è soggetto all'esposizione di commenti da parte della gente comune.
E magari avere la consapevolezza che chi lo critica, anche in maniera aspra, lo fa per il suo bene, per il rispetto di ciò che è stato e che potrebbe ancora essere, a differenza di chi si limita ad osannarlo e a leccargli il culo sempre e comunque.





giovedì 17 ottobre 2013

Litfiba addio (di nuovo)? No, non credo. Ma...


Mio suocero puntuale ogni Domenica compra la settimana enigmistica. Ed io ogni tanto gliela sgraffigno per ammazzare un po' il tempo.
Il gioco che più preferisco è quello in cui unendo una serie di puntini numerati, seguendo la sequenza dei numeri in ordine crescente, alla fine viene fuori un disegno di senso compiuto.
Tutto questo preambolo per dire che da fan e appassionato dei Litfiba fin dall'adolescenza, con questo post non farò altro che unire i puntini, secondo il mio punto di vista ovviamente.
Le parole che seguiranno saranno un po' prevenute? Forse, anzi diciamo sicuramente. Però, come diceva Andreotti, a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina.

Dopo lo scisma del 1999 ho seguito con affetto e passione e i nuovi Litfiba guidati dal solo Ghigo Renzulli (prima con Gianluigi "Cabo" Cavallo alla voce, poi con Filippo Margheri).



Litfiba - Luce Che Trema live @ Radio Italia TV - 2001

Litfiba - Effetti Collaterali - 2008

Perchè Ghigo con i bravissimi musicisti e cantanti con i quali ha collaborato, ha continuato a comporre musica di qualità e coerente con il percorso dei Litfiba. Pur commettendo qualche passo falso. Ma si sa, chi non fa non sbaglia.
Piero Pelù invece ha intrapreso una carriera da solista, prima scrivendo un libro pieno di veleno e rancore verso il suo ex socio e verso il produttore storico della band, Alberto Pirelli.

Piero Pelù (con Massimo Cotto) - Perfetto Difettoso

Successivamente con una serie di dischi dalla qualità delle canzoni decisamente imbarazzante (ne salvo giusto uno, "In faccia" del 2006).


                                       
Piero Pelù - Gatte e Topi - 2002

Comunque sia il grande pubblico non ha accettato i nuovi Litfiba (e magari prima o poi ci scriverò sopra un post) e allo stesso tempo ha abbandonato progressivamente anche Piero.
Chi era dentro l'ambiente dei fan,a fine 2009 sapeva benissimo che la reunion tra Piero e Ghigo era imminente, era solo questione di dettagli.
All'epoca collaboravo con il portale Mag Music e scrissi due articoli in proposito.

http://www.magmusic.it/2009/12/11/reunion-litfiba/ (questo è il secondo, purtroppo del primo non vi è più traccia :( )
Mi autocito dall'articolo sopra linkato:
"La curiosità è tanta, così come i dubbi, assolutamente legittimi quando si affronta la questione “reunion” in campo musicale.
La fusione dei due fan club è un segno di distensione atta, innanzitutto ad appianare tutte le polemiche nate tra gli appassionati negli ultimi dieci anni.
A prescindere dalle fazioni, dai gusti musicali sulle rispettive carriere di Renzulli e Pelù e qualsiasi cosa possa venire in mente per sminuire tal evento, chi è fan dei Litfiba non può non aver provato una forte emozione nel guardare quella foto che da stamani campeggia sul sito ufficiale."
Eh si. Perchè ero molto ostico verso questa reunion, quando se ne parlava in via ipotetica.
Poi vidi quella foto (ovvero quella che trovate in apertura di questo post ndr) e il mio cuore di fan si sciolse come neve al sole. Quel duo aveva segnato la storia del rock in Italia, il loro ritorno insieme non poteva lasciare indifferenti.
E infatti così fu. Bastò quella singola foto a ridare entusiasmo ad una comunità di fan disorientata e depressa.
Una sola foto per mandare sold out in pochi giorni tutte le date e "costringere" i Litfiba a farne una bis a Firenze.
Io scelsi di andare nella location a me più vicina geograficamente parlando, Roma al Palalottomatica.
Otto ore di fila sotto il sole cocente, parzialmente mitigato da una fresca pioggerellina nel pomeriggio. Prima fila lato Ghigo. Pogo devastante. Un concerto strepitoso!

Quel Tour finì immortalato in un doppio cd dal titolo "Stato Libero di Litfiba", contenente due inediti non proprio esaltanti: Sole Nero e Barcollo (qui la recensione che scrissi all'epoca per Mag Music).




I Litfiba erano di nuovo sulla bocca di tutti, in tv, in radio, sui giornali, come negli anni '90.
Le due tranche del tour estivo e autunnale furono una conseguenza logica di un ritorno alla grande.
Un 2010 esaltante chiuso da una bellissimo raduno del Fun Club ufficiale al Viper di Firenze a Dicembre.
Fun Club al quale appartenevo inizialmente come iscritto, poi fui onorato della carica di coordinatore regionale per la Campania.
L'esperienza da coordinatore del Fun Club è durata 2 anni. E' stata, come ogni esperienza nella vita, un'avventura ricca di soddisfazioni e gioie, tanto divertimento, ma anche piena di tante cose e comportamenti a mio parere ingiusti, cattivi, pregiudizievoli che mi hanno ferito non poco. Ma, umanamente parlando è stata una grande occasione di crescita personale. Anche su questo argomento prima o poi ci scriverò un post.
Firenze Aprile 2011 - Finale Litfiba Tribute Contest @ Viper

Comunque riunirsi e celebrare se stessi dopo 30 anni di carriera è più che legittimo. Al di là della questione di convenienza economica che è stato sicuramente un fattore non di secondo piano nella rinata società tra Piero e Ghigo.
Ma la reunion, la celebrazione avrebbe avuto un senso se poi lo sguardo si sarebbe rivolto in avanti, verso un qualcosa di nuovo.
E Piero e Ghigo hanno smentito le malelingue, si sono rinchiusi in studio ed hanno composto e registrato un disco che sicuramente non entrerà nel gotha dei capolavori della band, ma a mio parere un disco con le palle quadrate: Grande Nazione (2012, qui la mia recensione dell'epoca, sempre per Mag Music).
Un disco che ascolto ancora oggi volentieri. Nel quale secondo me c'è un ottimo lavoro di composizione e registrazione, viziato però da alcuni testi non proprio esaltanti. Diciamo che la qualità dei testi è altalenante. Da una parte abbiamo ottime scelte che riportano Piero all'ispirazione dei tempi d'oro (e non è un caso che questo blog ha per titolo un verso de "la mia valigia" e come sottotitolo un verso di "brado", tra gli episodi più riusciti del disco). Dall'altra parte soluzioni, anche all'interno degli stessi pezzi sopra citati che richiamano il peggior Pelù solista (due zip, fotto il blocco, il bunga bu bunga bu si si da da fare, lo squalo sono me ecc).
Comunque se si entra nell'ottica che lo zenith compositivo i Litfiba (intesi come Piero e Ghigo) lo hanno già raggiunto nei primi anni '90 ed è utopistico attendersi capolavori, Grande Nazione è un album con una propria dignità, degno di figurare nella discografia del gruppo.

Dopo l'uscita del disco di inediti sono iniziati i problemi. Una parabola discendente frutto di (a mio parere) errate valutazioni e scelte sbagliate.
Come per Stato Libero, anche Grande Nazione viene presentato live con delle date primaverili in anteprima.
Secondo i programmi annunciati, alle date primaverili  dovevano seguire delle date all'estero e poi il tour estivo.
Di conseguenza un fan medio cosa fa? Si sceglie la data più vicina geograficamente (la scelta era tra Milano, Firenze e Roma) e si organizza di conseguenza (biglietto, viaggio, pernottamento, bivacco ecc ecc).
Invece i Litfiba cosa fanno? Organizzano il tour vero e proprio a ridosso dell'anteprima, il mese successivo.
Lo sfascio totale. Calo di pubblico e date annullate.
Il calo di pubblico era prevedibile e fisiologico per tanti fattori. Il primo è che il pubblico della reunion (che ha abbracciato 4 generazioni di appassionati) non poteva essere lo stesso del disco inedito. La gente in Italia va ai concerti per fare il karaoke. Non c'è la cultura all'ascolto verso qualcosa di nuovo.
Il secondo fattore la crisi economica. Un concerto dei Litfiba ha un costo di produzione non indifferente e gioco forza questo si riflette sul biglietto d'ingresso. Pertanto in un momento di crisi per trovare le risorse per campare si tagliano le cose non necessarie, tra cui i divertimenti. Ed ecco che magari chi ha visto tre  o quattro concerti dello Stato Libero Tour (con tutte le spese che seguono), sceglie di vedersene uno solo del Grande Nazione Tour.
La dura realtà è che, passato l'euforia iniziale, i Litfiba devono prendere coscienza che non riescono più ad essere attuali, non fanno più presa sui giovani quindi devono ridimensionarsi.
E per farlo scelgono la via più sbagliata nel momento più sbagliato.
Annunciano un doppio concerto evento con gli altri due membri rimasti ancora in vita della formazione storica: il bassista Gianni Maroccolo e il tastierista Antonio Aiazzi.
Un doppio concerto in cui sarà registrato l'ennesimo doppio cd live (il secondo nel giro di 3 anni).
Un'operazione che sulla carta fa piangere di gioia i fan della prima ora, amanti del sound e del percorso della band negli anni '80.
Ma che ha tanti, troppi punti oscuri.
Innanzitutto Aiazzi e Maroccolo non rientrano a pieno titolo nella band ma nei manifesti e nelle dichiarazioni vengono presentati come ospiti speciali.
Il doppio cd (registrato malissimo con un Piero inadeguato alla voce e un Aiazzi che opta per degli effetti sonori alquanto discutibili) non contiene neanche un pezzo inedito, scelta che fa capire quanto l'operazione non nasca da esigenze artistiche ma dall'esigenza di recuperare le perdite subite dal tour di Grande Nazione.
Inevitabile poi, dopo le date evento, il seguente tour.
Ho assistito alla data di Napoli. Non ci sono cazzi, i Litfiba sono professionisti e dal vivo fanno sempre la loro figura. Il concerto è stato un trip, un viaggio mistico verso un'epoca mitica che mai più ritornerà.
La conseguenza logica che qualsiasi fan si aspettava è che i quattro ritrovassero sul palco l'intesa di un tempo e si proiettassero verso un futuro insieme.
Invece gli interessati hanno sempre tergiversato, segno che qualcosa non andasse.
Poi qualche settimana fa sulla pagina facebook ufficiale dei Litfiba è apparso il seguente comunicato.


LITFIBA: DALLA REUNION DEL 2010, TRE ANNI ININTERROTTI DI SUCCESSI PER LA BAND CHE TORNERA’ DOPO UNA MERITATA PAUSA

“Arrivederci a presto!”. Dopo tre anni di ininterrotti successi live e incredibili emozioni regalate al loro pubblico che li ha potuti vedere di nuovo insieme sul palco, i Litfiba si concedono una pausa durante la quale la band si godrà i risultati ottenuti. Dall’attesissima reunion del 2010 al 2013 con il progetto live e discografico “Trilogia 1983-1989, Live 2013”, i Litfiba hanno collezionato 59 concerti in Italia oltre a concerti all’estero nelle principali città europee (Zurigo, Monaco, Losanna, Liegi, Londra, Berlino, Amsterdam; Bruxelles, Ginevra, Zurigo, Parigi, Barcellona), a conferma del grande seguito che la rock band continua ad avere anche oltreconfine. 250.000 persone hanno assistito ai loro live in Italia, circa 25.000 nelle date all’estero e i due album “Stato libero di Litfiba” e “Grande Nazione” hanno conquistato rispettivamente il disco di platino e il disco d’oro. Piero Pelù e Ghigo Renzulli utilizzeranno questa pausa per dedicarsi ai loro progetti personali e alla preparazione del prossimo album dei Litfiba.

Diciamo che in se non ci sarebbe nulla di male, è una cosa che fanno tutte le band del circuito musicale internazionale. La puzza di bruciato però aleggia per quanto ho scritto sopra sulla mancata reunion, per la messa off line del forum ufficiale e per ciò che è successo due giorni fa, ovvero l'annuncio dell'uscita di un greatest hits di Piero Pelù contenente due pezzi inediti registrati con una serie di validi musicisti della scena rock nostrana.
Dico puzza di bruciato perché un'operazione del genere non la metti su in quindici giorni, la voglia di prendere le distanze dagli attuali Litfiba (che di fatto non esistono, non essendoci una band) sarà maturata in Piero da parecchio tempo.
E allora comincio a pensare male. Comincio a pensare che allo stato attuale, economicamente parlando, il sodalizio artistico con Ghigo non conviene. Meglio incassare un sostanzioso cachet dalla tv di stato per rifare il coach a the voice (dopo aver gettato merda a palate sui talent un anno e mezzo fa in una dichiarazione alla stampa, vabbè) e monetizzare l'esposizione mediatica con l'ennesima compilation alla quale seguiranno sicuramente dei concerti dove, mi gioco la testa, a farla da padrone sarà certamente il repertorio Litfiba e non certo quello solista.
Quindi la mia idea, il disegno che ne esce fuori unendo i puntini è che i Litfiba sono arrivati ad uno stallo. Se vanno avanti non hanno più la capacità e il linguaggio per raggiungere e conquistare le nuove generazioni. Allo stesso tempo non possono fare ogni anno un tour di soli vecchi successi.
Allora meglio fermarsi, congelare il nome, in attesa che al pubblico rivenga la voglia di riascoltare e ricantare i vecchi pezzi insieme a loro.
Ghigo e Piero torneranno sul palco prima o poi? Credo di si. A meno che la carriera di show man di Piero non decolli e quindi ciao ciao Litfiba.
Il tempo come sempre sarà il giudice supremo e inappellabile.
Viva i Litfiba! Anzi, per parafrasare il titolo di una loro raccolta (non autorizzata) "Viva Litfiba".

nb Copyright foto e video degli aventi diritto


giovedì 24 gennaio 2013

Tra realtà e fantasia - Intervista a Walter Trono


Ospite di “Lasciate spazio ai sognatori…” una giovane promessa del fumetto italiano, il disegnatore Walter Trono.


Recita la biografia estratta dalla sua pagina ufficiale Facebook

"Diplomato nel 2009 alla Scuola Internazionale di Comics nel corso di Fumetto. Docente di disegno e inchiostrazione presso il LABOfumetto di Taranto. Ho collaborato con IDW Publishing di San Diego CA e per l'italiana Star Comics sulle miniserie "The Secret" e "Legion 75". Ho da poco concluso il primo episodio della nuova serie "Davvero" di P. Barbato (Ed. Star Comics), pubblicato in anteprima al Lucca Comics & Games 2012. Attualmente lavoro per la Sergio Bonelli Editore sulla nuova serie fantasy Dragonero di Enoch e Vietti."

Salve Walter e benvenuto.
E' Notizia di questi giorni (fonte il tuo blog  http://www.postcardcult.com/articolo.asp?id=5243&sezione=60) il tuo ingresso nello staff della nuova serie, attualmente in lavorazione, della Sergio Bonelli Editore "Dragonero", seguito dell'omonimo romanzo a fumetti edito dalla stessa casa editrice milanese nel 2007. Un punto di arrivo straordinario per un disegnatore giovanissimo. Puoi raccontarci come sei stato selezione e che emozioni stai provando in questo momento?
Il primo contatto è avvenuto da parte di Luca Enoch. Mi scrisse una mail lo scorso Marzo, dopo aver visto alcune tavole di Legion75 che stavano girando negli uffici di via Buonarroti e aver visionato altro materiale sul vecchio blog, proponendomi di realizzare alcune tavole di prova per questa nuova serie mensile fantasy, che sarebbe uscita nell'estate del 2013. In un paio di mesi ho realizzato gli studi e le tavole di prova, mentre continuavo il lavoro regolare su Davvero e L'Eroe dei Due Mari, che sono state approvate dai due autori. Mi è stata assegnata una storia breve, nella quale si raccontano le vicende di alcuni personaggi secondari alla serie, e di questo sono contento perchè è un ottimo modo per cominciare a lavorare in attesa di poter passare alla serie principale nel caso in cui il prodotto finale soddisfi l'editore e gli autori.
Provo una fifa bestiale, voglio che il mio esordio alla Sergio Bonelli Editore sia con un prodotto di alta qualità, perciò mi sto vivendo il processo lavorativo con tutte le paranoie che il mio cervello riesce a generare.

Restando sempre su Dragonero, Stefano Vietti e Luca Enoch (i creatori della serie) hanno fama di essere due sceneggiatori molto scrupolosi e dettagliati nella documentazione delle loro storie. Lo stesso Vietti, sul forum di Nathan Never ha rivelato che esiste un server interno Bonelli contenente una sorta di Bibbia per tutti gli autori della serie. Come si lavora ai disegni di una serie fantasy dove non ci sono riferimenti reali a cui attingere ma, per forza di cose, bisogna rifarsi ad un immaginario grafico (che viene da film,libri) già esistente?
Non ho mai lavorato ad una serie fantasy nè mi posso definire un grande appassionato del genere, perciò il mio approccio a questo nuovo progetto avviene da profano. Il lavoro è davvero duro, ogni architettura, ogni accessorio, ogni cavalcatura va studiata nel dettaglio, va giustificata e resa verosimile. I personaggi e le ambientazioni presenti in Dragonero, pur essendo fantasy, sono ispirati al Medioevo basso, dei primi secoli, e perciò accade spesso che quel che appare sulle tavole racconti la quotidianità dell'epoca. Insomma, una piacevole faticaccia!

Dragonero è il futuro prossimo, ma veniamo al presente della tua carriera. Sei stato il disegnatore del numero 1 di “Davvero” la nuova miniserie di Paolo Barbato, edita dalla Star Comics. Continuando il discorso di prima, da profano del mestiere presumo che in una serie realistica sia relativamente più facile trovare materiale di documentazione, però allo stesso tempo non si può puntare su tavole e/o vignette spettacolari. Quali sono stati gli onori e gli oneri di aprire una serie tanto attesa?
Onestamente, per Davvero, l'unica difficoltà concreta è stata la deadline. Ho dovuto realizzare un intero albo con una percentuale di realismo grafico elevata in 4 mesi e mezzo (e c'è stata pure l'estate con le sue distrazioni/tentazioni). Riguardo la spettacolarità, è una caratteristica che avevo già naturalmente escluso dato che si stava realizzando un fumetto di formazione, intimista e romantico. In ogni caso ho cercato di rendere ogni vignetta quantomeno accattivante o interessante. Spero di esserci riuscito!




Dicevamo dell’importanza della miniserie “Davvero”, primo shojo manga italiano, nato come web comic per l’esigenza di Paola Barbato di raccontare una storia che nessun editore riteneva commercialmente appetibile. Poi forte dei numeri del tam tam internettiano, la Star Comics nella figura dell’editor Giuseppe Di Bernardo, si è offerta di farne anche una versione cartacea. Tu fai parte del cast dei disegnatori fin dalla sua prima versione. La strada intrapresa dalla Barbato e da voi disegnatori emergenti in cerca di visibilità è il futuro del fumetto italiano?
Non so se sarà il futuro del fumetto italiano, so che lo stiamo vivendo adesso, è il nostro presente. La vetrina web è uno dei mezzi più potenti di cui noi fumettisti disponiamo e vanno sfruttate appieno le sue potenzialità. Ma io resto del parere che, come vetrina, non possa sostituire completamente il tradizionale iter che ogni professionista deve seguire per diventare tale, ma può allargare enormemente le possibilità di successo nel lavoro. 

Ho citato Giuseppe Di Bernardo, sceneggiatore del fumetto che a mio parere ha segnato il vero punto d’inizio della tua carriera, The Secret n° 3 (e non lo dico perché è stato il primo lavoro che ho letto di te hehehehehehehehehe), dopo che lo stesso Di Bernardo ti aveva “scoperto” arruolandoti per “L’insonne”. Condividi questo mio pensiero? Cosa ricordi del periodo di lavorazione dell’albo e come rivedi a distanza di un paio di anni quel lavoro?
Graficamente obsoleto (ehehehe!!! Ma ricordo con infinito piacere quel periodo. Giuseppe è stato il mio "scopritore", mi ha insegnato le regole per disegnare un fumetto indirizzato al mercato italiano. Ricordo che mi appassionai tantissimo al progetto, soprattutto alle vicende narrate nella storia: si parlava di Massoneria, potere occulto delle banche, adduzioni aliene e teoria del complotto. Feci tanta ricerca iconografica e fotografica. Un bel lavoro, alcune tavole ancora adesso mi piacciono dalla prima all'ultima vignetta (ed è una cosa rarissima, sono molto severo con me stesso).

Dopo The Secret è stata la volta di un altro interessante progetto Star Comics  “Legion 75” del quale hai disegnato una parte del numero 4. Dico una parte perché la serie, come ben sapranno i suoi lettori era ambientata in due diversi piani temporali. Lavoro che a tuo dire ti ha soddisfatto più dei precedenti per il tempo che hai potuto dedicarvi. Quanto conta per un disegnatore lavorare con scadenze più, diciamo così, elastiche?
Per me conta tantissimo! Io sono un maniaco dell'eccesso e dei dettagli (essendo cresciuto in una città barocca ne ho acquisito le caratteristiche stilistiche) e mi piace riempire la tavola di elementi. Ma per far ciò occorre avere tempo, scadenze dilatate, in modo che il lavoro proceda piacevole e ci si possa concentrare di più sulla sceneggiatura. Esattamente ciò che è avvenuto sulle pagine di Legion 75.

Purtroppo in una carriera sono da tener conto anche dei, chiamiamoli così, “passi falsi” (anche se mi rendo conto che il termine è un tantino esagerato): Alice Dark. Secondo te perché il personaggio non ha incontrato il favore del pubblico?
Non lo so. Pur avendolo disegnato, non ho seguito la serie da lettore, lo dico sinceramente. Non mi fa onore, ci sono però esperienze che possono coinvolgermi tanto, altre che sono solo lavoro da svolgere. Con Alice Dark è stata la seconda opzione.


Da allievo della scuola internazionale di comics a docente di disegno e inchiostrazione presso il LABOfumetto di Taranto. Com’era il Walter studente e com’è il Walter insegnante?
Il Walter studente è tutt'ora una persona appassionata, disciplinata però tanto tanto selettiva; se c'è qualcosa che non mi attrae, non c'è verso di farmela piacere. Per fartela breve: col mio insegnante di inchiostrazione è stato un idillio, ero un libro aperto, desideroso di sapere; con quello di colorazione è stata guerra dal primo giorno, ahahahaah.
Il Walter insegnante è un severo colonnello alla ricerca di allievi motivati da spremere come limoni, affinché il talento venga fuori e diventi professione.

Io e te ci siamo conosciuti virtualmente grazie ad una passione comune, i Litfiba. Sfiorandoci di persona senza mai incontrarci ad almeno due eventi (il concerto di Noci del Luglio 2010 e il raduno del Fun Club ufficiale a Firenze nel Dicembre del 2010). Proprio con il vecchio fun club ufficiale, su tua proposta, si stava progettando un fumetto con protagonisti Piero Pelù e Ghigo Renzulli. Purtroppo varie cause non dipendenti da noi, non ultima la chiusura del fun club stesso hanno fatto abortire questo progetto. Di cosa si trattava esattamente?
Pensa che ho anche registrato alla Siae il progetto. Che amarezza ricordare quell’esperienza, ero davvero desideroso di collaborare coi miei eroi musicali, nel mio immaginario la vedevo una cosa fattibile, avendo come riferimento le esperienze editoriali fatte precedentemente da Ligabue e Vasco.
Volevo raccontare, con la tecnica del romanzo grafico, le canzoni dei Litfiba, le città e i personaggi creati dalla band fiorentina (Giulia, Dottor M, Cane nero, i Desaparecidos, Tex, il Cangaceiro, Istambul, Paname, Santiago del Cile…).
Ci rimasi proprio male!



Quello che non ti è riuscito con i Litfiba, ti è invece riuscito con i Foo Fighters. Dal Giugno 2011 collabori con il sito del Foo Fighters Italian Fan Club, curando la rubrica “Foometti”. (http://www.ffitalianfanclub.com/media/foometti) . Cosa puoi dirci di questa esperienza?
Foometti è una bella vetrina che utilizzo per pubblicare artworks ispirati alla rockband internazionale Foo Fighters. Nel 2011 sono state pubblicate online circa 7 illustrazioni, ognuna con un’idea differente ma accomunate dai personaggi raffigurati, cioè i componenti della band. Attualmente, però, sono fermo con la produzione e ciò è dovuto anche al nuovo lavoro, che mi impegna tantissimo.

Come si svolge una tipica giornata di lavoro di Walter Trono? Quali strumenti usi per disegnare? Lavori con la musica in sottofondo o preferisci il silenzio?
Dopo aver trangugiato frollini e bevuto soyadrink col nescafè, una doccia veloce e per le 9:30 sono operativo. Mi piazzo su Photoshop e disegno le matite (oltre che distrarmi con feisbuc) fino a sera. Altri giorni invece scelgo il tecnigrafo e inchiostro le tavole, coi pennarelli e gli strumenti di precisione. Il mio Hi-fi è sempre attivo e spara rigorosamente rock ‘70,’80 ,’90 a tutto volume, per ore e ore. Onestamente, faccio il mestiere più bello che esista!

Progetti futuri? Cosa bolle in pentola, oltre a Dragonero ovviamente? Disegnerai un altro numero di Davvero?
L’unico mio progetto adesso è Dragonero, non c’è altro che bolle in pentola.

E adesso, per concludere, le domande di rito a cui si sottopongono tutti gli ospiti del mio blog:

Avendo la possibilità, quale personaggio al quale non hai mai lavorato, ti piacerebbe disegnare?
Vorrei disegnare Wolverine, da sempre.

Team Up impossibili. Quali personaggi ti piacerebbe far incontrare (o scontrare) in una storia disegnata da te?
Farei scontrare il comandante Vega (M. Bison) di Street Fighters contro Magneto degli X-men, due super-cattivi a confronto. Una roba massiccia e coatta!

La fine del mondo si avvicina. Dobbiamo evacuare la terra. Puoi portare con te un libro, un film, un cd e un fumetto. Quali?
Libro: IT di Stephen King; Film: Rock of Ages; Cd: Terremoto dei Litfiba; Fumetto: Il Texone di Magnus.

Sei un sognatore? Se si, ammesso che non l’abbia già fatto, qual è il sogno che vorresti realizzare?
Fare della mia arte il mio lavoro, e ci sto riuscendo giorno per giorno.

Ringrazio Walter Trono per la cortese disponibilità, augurandogli un “in bocca al lupo” per il proseguimento della sua carriera.

Alla prossima.

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